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ACCUMULI ADIPOSI: A SECONDA DI DOVE INGRASSIAMO CAMBIANO I RISCHI

Un eccesso dell’introito calorico e un aumento ponderale non controllato, porta risaputamente ad un aumento di quelli che sono i rischi dell’andare incontro a patologie strettamente correlate all’obesità.

Capire la zona dove tendiamo ad accumulare adipe, ci permette anche di prevedere quelle che possono essere le conseguenze in modo da prevenire l’insorgenza di disturbi sovrappeso-correlati.

E’ possibile infatti, definire clinicamente , due forme caratteristiche di obesità: quella ginoide e quella androide. La misurazione delle circonferenze permette di valutare se la distribuzione del tessuto adiposo sia prevalentemente centrale, localizzata cioè a livello addominale (omentale e mesenterico), distribuzione che definisce le forme androidi, oppure periferico (sottocutaneo), in particolare al cingolo pelvico e alla radice delle cosce, che caratterizza le forme ginoidi.

Il valore che si ottiene dalle misurazioni distingue i due tipi di obesità nel seguente modo:

                                                                                       

WHR<0.78 = OBESITA’ GINOIDE

0.79<WHR<0.84 = OBESITA’ INTERMEDIA

WHR>0.85 = OBESITA’ ANDROIDE

                                                                                       

(WHR: rapporto circonferenza vita/circonferenza fianchi)

                                                                                       

Tale distinzione è risultata di notevole significato clinico; infatti l’obesità di tipo androide, indipendentemente dal metodo di valutazione impiegato, risulta associata ad un’aumentata incidenza di complicanze quali il diabete, le dislipidemie, l’ipertensione arteriosa e la malattia coronarica. Esistono a riguardo talune dimostrazioni dirette, come la correlazione positiva tra l’accumulo di adipe a livello viscerale e la severità di lesioni coronariche e miocardiche su riscontri autoptici, ma anche su studi di tipo epidemiologico. Uno dei riscontri più frequenti nei pazienti con eccesso di adipe viscerale è l’incremento dei livelli plasmatici di trigliceridi e il decremento delle concentrazioni di colesterolo HDL. Utilizzando soprattutto il rapporto WHR o la valutazione mediante TAC è stato, inoltre, evidenziato che una distribuzione centrale dell’adipe presente già in età adolescenziale comporta, in età adulta, un’aumentata morbilità e mortalità per cause cardiovascolari e neoplastiche. Nel caso di un’obesità ginoide, si sarà più suscettibili all’insorgenza di PEFS (pannicolopatia edemato fibrosclerotica), lipedema o trombosi venose profonde.

Oltre a quelle che sono le abitudini alimentari e lo stile di vita del paziente, l’accumulo di grasso è altamente influenzato dalla produzione di ormoni e dalla predisposizione genetica. Comprendere tempestivamente quali sono i rischi associati, ci permette di agire in maniera preventiva.