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DISMORFOFOBIA

Quando un paziente decide di sottoporsi ad un trattamento estetico, invasivo o non invasivo, lo fa sempre spinto dalla necessità di modificare qualcosa del proprio aspetto che non lo aggrada, non lo soddisfa.

Tutti noi abbiamo dei difetti fisici sulla quale ci focalizziamo e che spesso passano inosservati a chi ci vede dall’esterno, un naso un po’ aquilino, l’insorgenza di qualche ruga, qualche kg di troppo.

La consapevolezza del difetto può rendere alcuni pazienti più insicuri, altri invece, non ci danno particolare peso o anzi riescono a farne un punto di forza come elemento che li caratterizza.

Quando però l’insicurezza si trasforma in un vero e proprio disturbo psicologico?

Quando parliamo di dismorfofobia, facciamo riferimento alla fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un'eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea. 

Le persone che soffrono di dismorfofobia (o disturbo da dismorfismo corporeo), possono passare ore a pensare ossessivamente ai propri difetti, reali o immaginati che siano; non riescono ad arrestare i pensieri negativi sul loro aspetto e a nulla valgono le rassicurazioni dei familiari o delle persone vicine. Oltre alle forti emozioni negative che nascono da queste ossessioni, queste persone possono anche avere difficoltà a uscire di casa per svolgere le normali attività quotidiane, limitandosi, per via del loro aspetto, nella vita di tutti i giorni. I dati epidemiologici indicano che ne soffre circa il 1,7-2,5% della popolazione generale. Mentre tra i pazienti dermatologici o tra chi si sottopone a chirurgia estetica la percentuale può salire fino al 10-15%.

In quest’ultimo caso il rischio è che il paziente non solo sia ossessionato dal proprio aspetto, ma che sia ossessionato anche dall’idea di poterlo migliorare e manipolare sottoponendosi a continui interventi di chirurgia plastica, con esiti spesso disastrosi.

Chi lavora nel campo della bellezza deve pertanto stare attento a quelli che possono essere i segnali di allarme e veicolare il paziente verso una opportuna psicoterapia che lo possa aiutare ad affrontare in maniera efficace la patologia.

 Alcuni dei principali sintomi sono:

  • Eccessiva cura del corpo
  • Eccessiva attenzione all’alimentazione o all’esercizio fisico
  • Tendenza a mascherare con abiti o trucco determinate aree del corpo
  • Difficoltà nel farsi fotografare, o di esporsi alla luce diretta
  • Eccessivi controlli allo specchio o al contrario la tendenza ad evitarlo
  • Ossessione per la chirurgia plastica e tendenza a sottoporsi più volte alla stesso intervento perché mai soddisfatti del risultato finale

Sfortunatamente non sono ancora note le cause dell’insorgenza di questo disturbo. Sembrano tuttavia essere di particolare importanza le esperienze di abuso e trascuratezza durante l’infanzia.