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Ecco perché in menopausa aumenta il rischio cardiovascolare

Gli uomini e le donne si sa, non accumulano tessuto adiposo nelle stesse aree o con le stesse modalità. Gli uomini presentano principalmente dei depositi addominali (distribuzione androide o forma a mela) mentre nelle donne solitamente si riscontra a livello gluteo femorele (distribizione ginoide o a forma di pera).

È ormai ben accertato che l’accumulodelgrassoaddominaleèdiperseunfattore di rischio, indipendente dalla obesità che può non essere presente. 

Questo genere di accumulo del grasso è un fattore di predisposizione per patologie come il diabete,l’’ipertrigliceridemia,l’’ipercolesterolemia, l’’ipertensioneesvariate patalogie cardiovascolari. 

La menopausa rappresenta si sa un momento psicologicamente molto delicato per la donna. I cambiamenti ormonali possono comportare una serie di fastidiosi disturbi che possono andare ad alterare l’equilibrio delle pazienti, gravando ulteriormente sull’umore.

Uno dei crucci più importanti è rappresentato proprio da un aumento di depositi adiposi a livello addominale, che non per forza comportano un aumento del peso (ciò che realmente cambia è il rapporto tra massa magra e massa grassa), ma creano imbarazzo nelle pazienti che non hanno mai avuto questo tipo di problematiche.  

Ma perché durante la menopausa si accumula adipe in corrispondenza di questi distretti e si è quindi maggiormente predisposte a patologie cardiovascolari?

Sono gli estrogeni che nella vita della donna guidano la deposizione del grasso nelle aree gluteo femorali  ma le cose cambiano radicalmente quando si avvicina o prorompe in modo veloce la menopausa chevedelacadutadeilivelliestrogeniciel’iniziodi un maggiore accumulo di grasso addominale .  Da questo si capisce come l’uomo sarà sempre più esposto della donna al rischio cardiovascolare e come questo rischiosieleviperladonnasolodopol’’insorgenzadell’’ipoestrogenismomenopausale.

La dominanza androgenica, assoluta nell’uomo e relativa nella donna (dalla sola fase peri/post meno- pausale) fa si che solo dopo i 50 anni di età il rischio di malattia cardiovascolare della donna sia prossimo a quello dell’uomo.

Oltre all’aspetto emotivo, il vero problema quindi per la donna  in peri/postmenopausa  è  che l’aumento  del grasso viscerale innesca in modo lento e crescente  il rischio della sindrome metabolica, favorendo una maggiore incidenza di problematiche e rischi di mortalità per malattie cardiovascolari.

Elemento importante e non trascurabile è che l’avvento della menopausa si accompagna anche ad una riduzione della attività fisica e quindi alla quota di massa magra (muscolare).

Il dato oggettivo del consumo di ossigeno, indice di una ottimale funzione muscolare, si riduce molto nelle donne in menopausa con vita sedentaria, rispetto a quelle che si adoperano per fare attività fisica, ed inoltre il consumo di ossigeno si correla in modo inverso con l’adiposità addominale. Anche per le più pigre, sarà pertanto importante porre una maggiore attenzione alla propria alimentazione e soprattutto all’attività sportiva, che se fatta anche in modo lieve o moderato, potrà aiutare a ridurre i rischi correlati a questa nuova fase della vita.